Disciplinare di produzione

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA MEDICA DA FORAGGIO

AD USO INTERNO DEL

Consorzio Foraggicoltorí del Medicinese

Liberamente inserito nel Regolamento consortile

INTRODUZIONE

Le produzioni foraggiere ed in particolare il foraggio di erbe medica del medicinese entrano evidentemente nel novero delle coltivazioni tipiche della zona; le stesse pratiche tradizionali utilizzate per produrre i ricercatissimi foraggi hanno segnato la storia e la cultura delle popolazioni locali. Nel solco della tradizione – che tanta saggezza porta con sé – ma con lo sguardo puntato avanti, i produttori locali di erba medica si sono liberamente dati una disciplina di produzione. Essa tiene conto degli importanti valori e consapevolezze raggiunti nell’areale di riferimento in centinaia di anni di foraggicoltura, integrandoli con le principali acquisizioni scientifico-tecnologiche della nostra epoca in campo agrario e con consigli di coltivazione frutto dell’indispensabile preoccupazione per il futuro dei pianeta Terra.

Attingendo al disciplinare per la produzione integrata della medica preparato dalla Regione Emilia Romagna, se non lo si è accolto nella sua globalità è per una pura divergenza di opinione, frutto per l’appunto della secolare esperienza foraggicola in comune di Medicina. Con rispetto ma con fermezza, si sono prese le distanze da una serie di pratiche agronomiche e fito-sanitarie – come pure da alcune possibili trasformazioni in post-raccolta – che sarebbero andate a stravolgere una tradizione consolidata nella zona e che ha il supporto di risultati produttivi qualitativamente di valore assoluto. Per questo stesso motivo, desiderando primariamente tutelare la vitalità e ciclicità produttiva dei medicai, si è preferito non eliminare la possibilità di utilizzo di alcuni p.a., definiti essenziali – in situazione di bisogno – al pronto ricaccio degli erbai.

INTENDIMENTI

Il regolamento interno al Consorzio e il disciplinare in esso contemplato hanno il solo intento di stabilire un iter comune, per salvaguardare quel legame con la tradizione anzidetta e conferire al prodotto finale – venduto come il foraggio medicinese – quelle caratteristiche commerciali che gli sono riconosciute e per tutelare le quali il Consorzio si è costituito.
Per quanto concerne le pratiche lasciate alla discrezione del coltivatore, si è ritenuto che differenze nell’esercizio delle stesse non abbiano conseguenze rilevanti sulle qualità salienti che concorrono a identificare tipicamente il foraggio medicinese.

NORME TECNICHE DI COLTURA

FERTILIZZAZIONE

All’impianto: non superare apporti di letame di 500q.li Ha (è comunque preferibile anticiparli sulla coltura che precede la medica).
Non utilizzare liquami all’impianto.
Fosforo e Potassio: concimazione di fondo correlato alla disponibilità dei terreni e agli asporti colturali.

I° Anno: non superare le 100 Unità di Azoto / Ha / anno (è infatti gradita la presenza nel foraggio di una frazione di graminacee di buona qualità).
Nel primo anno non distribuire liquami zootecnici sulla coltura.

Anni successivi: non superare le 100 Unità di Azoto / Ha / anno, considerando nel computo l’apporto degli eventuali liquami zootecnici distribuiti alla coltura.
Fosforo e Potassio: solo se esiste evidente deficit per la coltura.

IRRIGAZIONE

Da un punto di vista strettamente tecnico, l’irrigazione non sarebbe giustificata. Infatti la medica è dotata di un apparato radicale di grande efficienza e profondità (è dunque rara la necessità di una irrigazione di soccorso) e il ricorso metodico all’irrigazione realizza incrementi produttivi per non più di 40 – 50qli Ha in 3 anni, incrementando tra l’altro l’infestazione di graminacee.

Pur tuttavia si è inteso lasciare questo capitolo delle norme tecniche alla discrezione del conduttore di azienda, non potendo ignorare che il foraggio ottenuto in coltura irrigua ha si un minor contenuto in sostanza secca ma ha un più alto rapporto foglie/steli, presenta un calo di fibra grezza ma aumentano le proteine e gli estrattivi inazotati.

Interventi: consentiti, al bisogno.

DISERBO

Risultando gradita la presenza di una frazione di graminacee nei foraggi, ne consegue che nelle indicazioni di diserbo sono stati volutamente omessi i p.a. ad azione graminicida. A dispetto di ciò, viene lasciato a discrezione del coltivatore l’utilizzo di quelli tra essi consentiti sull’erba medica (sola limitazione: max. 2 interventi di diserbo a pieno campo per l’intero ciclo).
In alternativa ai p.a. indicati sotto, è sempre vivamente raccomandato orientarsi al diserbo meccanico, con l’uso di erpicature e strigliature dei terreni che completino adeguatamente la preparazione dei letti di semina.

Pre semina: Glyphosate + 4/5 kg / Ha di Solfato ammonico

Pre emergenza: Neburon (x Dicotiledoni e Graminacee)

Post emergenza precoce: Imazetapir (x Dicotiledoni)

Post emergenza: Asulam (x Romice – localizzare ad aree infestate) Propizamide (x Cuscuta – localizzare ad aree infestate) 2,4 D (Dicotiledoni – con medica tra I° e IV° foglia) Linuron (x Stellaria e Veronica)

Effettuare max. 2 interventi di diserbo a pieno campo per l’intero ciclo. Privilegiare gli interventi localizzati (cioè puntare, soprattutto dopo il I’ anno di impianto, a limitarli alle sole aree infestate: macchie di cuscuta, di romice, ecc.). Attenersi alle dosi in etichetta.

INSETTICIDI

Gli insetti di qualche importanza per la coltura dell’erba medica sono i seguenti:
Fitonomo (Hipera variabilis), Apion (Apion pisi), Afide (Aphís craccivora),
Fitodecto (Phytodecta fornicata).

Afidi: Deltametrina(15gg), Fluvalinate(7gg), Lambdacyalotrina(7gg)

Fitodecta. Apion,: Lambdacyalotrina (7gg), Fluvalinate(7gg), Malathion**(20gg) Fitonomo.

**Effettuare max. 1 intervento/anno con Malathion microincapsulato (sola formulazione ammessa), e non più di un trattamento-sfalcio con i piretroidi indicati. Ogni intervento va realizzato sempre entro i primi 7gg. dalla raccolta precedente.
Quale consiglio di coltivazione si raccomanda di ridurre al minimo gli interventi, evitando quelli inutili, preferendo ogni volta che si può l’utilizzo dei piretroidi. In caso di forti intestazioni è raccomandabile nonché utile anticipare lo sfalcio.

SINERGIZZANTI

Benché non consigliato, è ammesso l’uso di prodotti sinergizzanti di varia origine – sempre che consentiti sulla medica – unitamente agli antiparassitari, qualora se ne possa trarre un vantaggio in termini di uniformità di distribuzione dei p.a. sulle foglie. Seguire le istruzioni della ditta produttrice, attenendosi alle quantità e agli usi previsti.

ACARICIDI – NEMATOCIDI – ANTICRITTOGAMICI – FITOREGOLATORI.+

Per tutti i prodotti compresi in queste categorie non è, né opportuno né ammesso l’utilizzo sull’erba medica.

RACCOLTA (SFALCIO) E AFFIENAMENTO

Le operazioni che riguardano questo capitolo sono affidate alla cura e al rispetto della tradizione da parte dell’agricoltore. Secondo la tecnica tradizionale consolidata nell’areale medicinese, l’essiccazione si effettuerà per esposizione al sole o al limite in platea (ventilazione forzata).
Non è prevista dal Consorzio la possibilità di fare ricorso alla disidratazione della medica.

POSTRACCOLTA

Non sono ammessi interventi nel post raccolta. E’ vietato usare ANTIFERMENTATIVI.